Iliad in Italia, tremano perché investirà 1 miliardo di euro

Iliad si appresta a sbarcare in Italia tra dicembre e gennaio. Ma quel che conta sono i numeri da capogiro che è pronta a investire.

“Il messaggio è sempre stato quello di un lancio alla fine del 2017 o all’inizio del 2018, e di fatto rimane lo stesso”, ha dichiarato l’AD di Iliad, Maxime Lombardini, in relazione al prossimo sbarco in Italia. “Per noi economicamente e commercialmente non è una questione primaria essere presenti un mese prima o un mese dopo”.

Il nome che verrà usato in Italia potrebbe essere Free Mobile, come in Francia, ma non è sicuro poiché vi sarebbe già una realtà registrata in tal senso.

Oggi in occasione della diffusione dei dati finanziari riguardanti la prima metà del 2017, c’è stato modo di sapere qualcosa di più rispetto all’arrivo in Italia. Com’è risaputo l’operatore francese ha acquisito una parte delle infrastrutture e frequenze di Wind e Tre – questa la condizione imposta dall’Antitrust per concedere la fusione.

free mobile
Free Mobile in Francia

“Nel primo semestre abbiamo speso circa 60 milioni di euro, nel secondo semestre ne investiremo circa 300. In seguito, quello che è sicuro e certo è che pagheremo 210 milioni a Wind/3 per parte delle frequenze nel 2018 e altri 180 milioni nel 2019”, ha puntualizzato il direttore finanziario del gruppo francese, Thomas Reynaud.

Poi ci sarebbero i fondi già stanziati per le frequenze da pagare allo stato italiano: 220 milioni durante la seconda metà di quest’anno e 240 milioni nel 2020-2029. Complessivamente circa 600 milioni di investimenti dal 2017 al 2019. E senza contare il budget per la rete mobile, il lancio commerciale e le assunzioni. Si parla ormai di una campagna di Italia da più di 1 miliardo di euro, ecco spiegata quindi la preccupazione degli operatori TLC italiani.

Fino ad ora, ha confermato la dirigenza, non si è manifestato alcun problema e le istituzioni si sarebbero dimostrate accoglienti. Il mercato italiano fa gola poiché vanta un 150% di penetrazione mobile, considerate le 100 milioni di SIM attive. Non si esclude anche la prospettiva di entrare nel mercato residenziale grazie (probabilmente) a Open Fiber, ma su questo punto nessuno si è ancora sbottonato anche se circolano indiscrezioni.

Iliad “si è assicurato una rete di raccolta di quasi 10.000 km di fibra e ha dispiegato il nucleo di rete, ha implementato soluzioni di roaming, negoziato i contratti di interconnessione e reclutato un team per assicurare la gestione operativa della nuova filiale”.

La buona notizia per gli italiane è che l’azienda è solida, quindi la sua offerta low-cost sarà seria e affidabile. Il gruppo ha registrato nel primo semestre un utile netto di 232,6 milioni di euro (+22,1% rispetto allo stesso periodo 2016), un risultato operativo corrente di 430 milioni (+19,4%) e un’Ebitda consolidata di 874,6 milioni (+8,2%). Anche il fatturato è cresciuto del 7,3% a 2,46 miliardi, di cui 1,39 miliardi generato dalla telefonia fissa (+4,8%) e 1,07 miliardi dal mobile (+10,5%).