Internet low-cost in ogni zona del globo, la ricetta cinese

La Cina punta ad attivare un servizio di connettività broadband globale basato su tecnologia satellitare. In pratica ogni luogo del pianeta (comprese le zone polari) entro il 2022 sarà coperto da 156 piccoli satelliti posizionati a un’altitudine di 1000 km – gli aerei di linea normalmente viaggiano sui 10mila metri o anche meno.

China Aerospace Science and Industry Corp (CASIC), l’azienda leader nel settore missilistico cinese, ha annunciato che il primo sarà lanciato quest’anno per dimostrare la fattibilità del progetto Hongyun. Zhang Zhongyang, president di CASIC, ha confermato per i primi test operativi avveranno entro il 2020.

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“Hongyun consentirà agli utenti di godere di servizi broadband a prescindere che siano nel deserto, nel mare o a bordo di un aereo di linea”, ha assicurato l’esperto. Per altro la scelta di impiegare una strategia low-cost consentirà di rispondere anche alla domanda dei paesi in via di sviluppo.

CASIC Second Academy ha intenzione di investire 47,3 milioni di dollari per la ricerca, lo sviluppo e la produzione dei mini-satelliti presso la Wuhan National Space Industry Base situata nella provincia di Hubei.

L’iniziativa cinese sembra analoga a quella di SpaceX, che con il progetto Starlink punta a lanciare 12mila satelliti entro la metà del 2020, e di OneWeb che ha in programma 648 microsatelliti entro il 2019.

La zona di orbita terrestre bassa è destinata a essere molto affollata.


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