Qualcomm Wi-Fi 60GHz per 10 Gbps

A cosa potrebbe mai servire il Wi-Fi a 60 GHz di Qualcomm Technologies? In abbinamento al protocollo Wi-Fi 802.11ay consentirebbe di raggiungere teoricamente i 30 Gbps fino a una distanza di circa 30 metri e giocando anche la carta MIMO e i multi-canali sfiorare i 200 Gbps fino a 300 metri. Considerando che le frequenze in gioco hanno difficoltà a penetrare le mura, ecco il senso di una soluzione wireless per le aree outdoor metropolitane oppure per gli ambienti domestici o aziendali. Il tutto abbinando potenzialmente anche le altre frequenze Wi-Fi tradizionali.

Qualcomm oggi ha finalmente presentato la sua nuova linea di chipset QCA64x8 e QCA64x1 – per infrastrutture e settore mobile – che con questa tecnologia per lo spettro “millimetrico” (mmWave) promette una ridotta latenza, bassi consumi e prestazioni superiori ai 10 Gbps.

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L’azienda per ora parla di applicazioni per lo streaming video UltraHD, realtà aumentata, realtà virtuale, casting mobile e wireless mesh. Insomma, il potenziale è enorme, così come in verità ha intuito Facebook quando con Qualcomm ha avviato il progetto Terragraph (Wi-Fi a 60 GHz) dedicato al cosiddetto ultimo miglio. Per altro il primo esperimento in tal senso dovrebbe concretizzarsi nel 2019.

“L’mmWave dispone di un enorme potenziale per supportare una nuova categoria di esperienze utente, e Qualcomm Technologies è all’avanguardia sia con la famiglia dei modem Qualcomm Snapdragon X50 5G NR che con le soluzioni non-licenziate del Wi-Fi 60GHz”, ha commentato Rahul Patel, responsabile area networking dell’azienda.

Inoltre la tecnologia proprietaria Wi-Fi Sensing consentirà il riconoscimento di gesture, il rilevamento di posizione, prossimità e mappatura di ambiente, nonché e altre funzioni senza effetti collaterali sull’efficienza.

“I nostri prodotti Wi-Fi 802.11ay sono stati sviluppati con la flessibilità adeguata per supportare un ampio ecosistema di smartphone, router o piattaforme fixed wireless e forniscono all’industria degli elementi di base fondamentali per portare la connettività al prossimo livello”.