Redmi di Xiaomi ora brand indipendente, presentati redmi note 7 e 7 Pro con fotocamere da 48 Mp

Il marchio Redmi di Xiaomi – che ha sempre identificato gli smartphone di fascia bassa e media dell’azienda cinese – è diventato un brand a sé stante. In occasione di questo annuncio, sono stati svelati due nuovi dispositivi: il Redmi Note 7 e il Redmi Note 7 Pro, caratterizzati dal solito ottimo rapporto qualità/prezzo a cui ci ha abituati la società guidata da Lei Jun.

I due smartphone sono caratterizzati da una scocca in vetro con notch anteriore a goccia (che in entrambi ospita una fotocamera anteriore da 13 Megapixel) e condividono buona parte della scheda tecnica: display da 6,3 pollici Full-HD+ (1.080 x 2.340 pixel) in 19.5:9, SoC Snapdragon 660, 3/4/6 GB di RAM, 32/64 GB di memoria interna espandibile tramite micro-SD, batteria da 4.000 mAh con ricarica rapida Quick Charge 4.0, lettore di impronte digitali sul retro, Android 9 personalizzato con l’interfaccia MIUI 10.

La differenza tra Redmi Note 7 e Note 7 Pro sta tutta nel comparto fotografico posteriore. Il primo può contare su una dual-camera, con sensore principale da 48 Megapixel Samsung ISOCELL Bright GM1 e secondario da 5 Megapixel per la profondità di campo. Il secondo vanta la medesima configurazione, ma il sensore principale da 48 Megapixel è il Sony IMX586.

Insomma, un’attenzione particolare per il comparto fotografico, che sarà certamente il fiore all’occhiello di questi smartphone, ancora di più considerando la fascia di prezzo. Il Redmi Note 7 infatti partirà da 999 yuan (circa 130 euro) nel modello da 3 GB di RAM e 32 GB di storage, che diventeranno 1.199 yuan (circa 150 euro) per quella da 4/64 GB. Infine, la versione top da 6/64 GB toccherà i 1.399 yuan, ovvero circa 180 euro, con disponibilità a partire dal 15 gennaio in Cina.

Nessuna indicazioni invece circa i prezzi del Note 7 Pro, che arriverà sul mercato più in la a causa dei ritardi di approvvigionamento per il sensore Sony. In ogni caso, siamo difronte a dei potenziali best seller, che potrebbero davvero consentire a Xiaomi di fare un ulteriore passo in avanti in questo segmento. Attendiamo notizie circa prezzi e disponibilità per l’Europa.

La sensazione è che Xiaomi abbia imbastito un’operazione simile a quella fatta da Huawei con il brand Honor. Del resto, la fascia di mercato compresa tra i 100 e i 200 euro ha ormai assunto un ruolo cruciale negli equilibri del settore smartphone. Sarà qui che si giocherà la partita nel 2019.