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Altri 60 Starlink portati in orbita da SpaceX: la “costellazione” si allunga.

Nella giornata del 17 febbraio, SpaceX ha completato con successo la sua quarta missione per Starlink portando in orbita altri 60 satelliti, che si vanno ad aggiungere ai 240 già presenti.

SpaceX Starlink

Questa missione, già rinviata due volte, prima per cause metereologiche e poi per un malfunzionamento delle valvole del secondo stadio del Falcon 9, aveva un particolarità: il rilascio dei satelliti era previsto dopo soli 14 minuti dal “liftoff” (decollo).

Un tempo molto breve dunque, che significa che i satelliti, questa volta, sono stati immessi direttamente sulla loro orbita, non passando come solitamente si usa fare, su una cosiddetta orbita “di parcheggio” da dove poi raggiungono l’orbita definitiva indipendentemente, impiegando anche alcuni giorni.

Una mossa che sicuramente fa risparmiare il carburante a bordo dei satelliti dell’azienda di Elon Musk, limitando i costi, ma comunque fa consumare più carburante al primo stadio del Falcon, rendendone più complicato il ritorno e l’atterraggio.

Un rientro mancato questa volta per SpaceX

Non si sa se sia stata questa la causa per cui il Flacon 9 sia atterrato in acqua, mancando di fatto quello che sarebbe stato il suo 50esimo rientro: il primo stadio è infatti ammarato a pochi metri dalla O.C.I.S.L.U. (Of couse i still love you, nome dato alla chiatta di spaceX per far atterrare i suoi razzi), probabilmente avendo attivato il suo sistema di sicurezza, il quale se rileva di non riuscire ad atterrare in sicurezza non devia la sua traettoria verso la chiatta, ma rimane sfasato per atterrare poco distante.

L’impatto con l’acqua sembra essere stato dolce, dato che il primo stadio del Falcon sembra non aver riportato danni notevoli. Non si sa ancora se questo sarà riutilizzato.

Frame del mancato atterraggio del Falcon 9: è possibile vedere il fumo sulla destra del razzo di Spacex

La missione principale ricordiamo essersi conclusa positivamente, ovvero mettere altri 60 satelliti in coda ai già 240 presenti a formare la costellazione che è spesso visibile anche ad occhio nudo.

Seguiranno aggiornamenti sullo stato del razzo e su Starlink, nel frattempo potete vedere il video della diretta dell’ultimo lancio.

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